Il produttore
D3 Publisher ha contattato diversi siti appartenenti al settore videogiochi in riferimento all'ultimo trailer di
Dark Sector. Questo trailer, infatti, va rimosso in seguito alla decisione dell'organismo di classificazione nordamericano ESRB che lo ha giudicato "eccessivo e offensivo". L'ingiunzione è categorica e
non può essere aggirata apponendo un controllo sull'età dei visitatori. Riguarda, ovviamente, il trailer di Dark Sector e non il gioco vero e proprio.
Un episodio similare ha coinvolto 2K Games in relazione al gioco
The Darkness. Sostanzialmente, i trailer dei giochi classificati come Mature ("M") o Adults Only ("AO") devono essere provvisti di controllo sull'età di chi li guarda, regola evidentemente non rispettata nel caso di The Darkness. "I produttori che non rispettano i requisiti sull'
age gate sono soggetti ad azioni di imposizione da parte dell'ESRB", fa sapere l'organismo di classificazione.
Anche il sito GameVideos.com è stato coinvolto dalla
rinnovata solerzia per la classificazione dei trailer. Sostanzialmente, ha ricevuto un comunicato da Microsoft al fine di rimuovere il
trailer di Gears of War rilasciato nello scorso gennaio. Evidentemente, anche Microsoft ha ricevuto un'ordinanza simile a quelle di D3 Publisher e 2K Games.
Patricia Vance, presidente di ESRB, è intervenuta sostenendo che le email spedite ai produttori che abbiamo menzionato hanno il semplice scopo di ricordare che i trailer dei giochi classificati M e AO vanno sottoposti a controllo dell'età. Inoltre, i trailer che non soddisfano i requisiti di ESRB vanno rimossi o modificati (è il caso di Dark Sector). Il fenomeno che è emerso oggi fa certamente parte del giro di vite che le istituzioni stanno praticando nei confronti della violenza nei videogiochi. Tutto è iniziato con la mancata classificazione di Manhunt 2 da parte della BBFC e le consequenziali decisioni degli organisimi di classificazione di Stati Uniti e Irlanda e del blocco della commercializzazione del gioco in Italia.

