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Vecchio 21st September 2006, 15:27
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Takamoto Anche per quanto riguarda la ventola interna, avere un obiettivo preciso ci ha permesso di arrivare dove volevamo. Il nostro punto di partenza era evitare che la ventola interna si attivasse durante la notte. Il team tecnico ha dovuto trovare il modo di ridurre il riscaldamento del circuito integrato e il team di progettazione se n'è dovuto occupare dal punto di vista del design.

Iwata La nostra idea era quella di fare della console Wii una macchina che non dorme mai, accesa 24 ore su 24, e non potevamo certo scendere a compromessi per quel che riguarda l'attivazione della ventola. Non faccio fatica ad immaginare mamme arrabbiate che staccano la spina della console pensando che il figlio l'abbia dimenticata accesa un'altra volta! (ride)

Shiota Dal punto di vista della realizzazione dei semiconduttori, è stato molto difficile dover fare i conti con l'obiettivo di limitare l'attivazione della ventola. Viste le dimensioni ridotte della console, la quantità di calore sviluppata dal circuito integrato doveva essere molto bassa. Per di più, nella realizzazione del circuito integrato, ci sono delle parti che devono essere testate per poterne capire il funzionamento e il tempo che intercorre tra la progettazione e la realizzazione finale del circuito integrato è molto lungo. Proprio per questo non potevamo permetterci di procedere secondo il principio del trial and error, sarebbe stato troppo rischioso. Anche se gli strumenti utilizzati per lo sviluppo del circuito integrato si stanno evolvendo ed è possibile effettuare delle simulazioni, è innegabile che anche tali strumenti non riuscivano a tenere il passo con l'evoluzione del circuito integrato e non sempre nella realtà tutto funziona bene come nelle simulazioni. Un altro grosso scoglio da superare è stata la limitazione del consumo energetico. Non è facile prevedere con precisione quale livello di risparmio energetico si possa ottenere. In pratica, infatti, finché non si ottiene il chip dalla fabbrica e non lo si mette in funzione, non si può sapere quanti watt reali di consumo ci siano. Queste sono state per me sfide difficili che non avevo mai dovuto affrontare prima.

Iwata Il consumo energetico è un fattore che viene sempre tenuto in considerazione nello sviluppo di console portatili, ma credo sia la prima volta in assoluto che si realizza una cosa del genere in una console domestica, vero?

Shiota Sì, è la prima volta ed è stato possibile grazie alle conoscenze dei nostri colleghi che si occupano di console portatili e alla collaborazione del produttore del chip. Un basso consumo di energia non solo del circuito interno, ma dell'intera console era ciò che ci eravamo prefissi. All'inizio sembrava una cosa campata in aria, un sogno, un progetto impossibile. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta proprio perché in Nintendo, dopo anni e anni di esperienza, siamo riusciti ad ottenere il know how necessario per lavorare anche in progetti di cui non si può immaginare il risultato finale e a trovare e risolvere rapidamente i problemi che si presentano.

Iwata D'altra parte, il problema del contenimento dei costi rendeva ancora più difficili da raggiungere gli obiettivi che ci eravamo proposti
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