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Vecchio 3rd May 2008, 06:45
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Diabl0 è su una strada distinta
Il lato oscuro dei videogames

Sempre più spesso sentiamo parlare di Pay per Play, Digital Delivery, In-Game Advertising, Virtual Worlds, XNA e quant'altro. Tutte tematiche strettamente correlate al videogame di oggi ma soprattutto di domani. Ecco i tanti cambiamenti che l'industria videoludica è pronta ad apportare alle proprie produzioni e di come i colossi del settore vogliano gestire il tutto secondo pacchetti mirati e nuove strutture digitali.
La prima pioniera della distribuzione digitale è stata la software house Valve, che con il suo sistema Steam ha reso possibile l'acquisto dei giochi via Internet su PC. L'ottima risposta del pubblico, i diversi contenuti scaricabili (molti dei quali anche gratis) hanno dato una risposta positiva attorno al nuovo sistema di Digital Delivery, messo in atto "recentemente" anche da Microsoft per XBox 360 con il servizio Live e Sony per PS3 con il Playstation Store e Nintendo per il Wii con il Wii Shop. In questi negozi virtuali è possibile quindi scaricare video e demo gratis, pacchetti per i videogame e alcune glorie del passato (a pagamento). Ma il mondo digitale sembra non arrestarsi mai, e dalla Digital Delivery stanno arrivando nuove implementazioni. Tra tutte l'evoluzione dell'IndieGame, giochi piuttosto semplici realizzati da piccoli studios e messi sul web. Abbiamo così scoperto piccoli capolavori in flash, che si stanno trasformando in vere esperienza ludiche grazie al rilascio di tools di sviluppi performanti come il XNA di Microsoft. Sviluppatori indipendenti che si sono tra l'altro visti pubblicati tanto su Live quanto sul PS Network le loro creazioni, ottenendo anche critica positiva dagli esperti del settore. Sono gli Xbox Live Arcade e affini, giochi che costano dai 3 ai 10 euro e che sono rivisitazioni di vecchi giochi accostati da nuovi IP. Il futuro lascia quindi ben sperare per questi piccoli programmatori che finalmente hanno trovato la strada giusta per esprimersi al meglio con pochi sforzi economici. Il Pay per Play è ormai lo standard del momento, su PC diversi giochi (World of Warcraft su tutti) permettono di vivere in mondi persistenti mediante abbonamenti mensili o variegati in più formule d'acquisto. Il servizio Live Gold di Microsoft permette con questo abbonamento di giocare in rete ai tantissimi giochi che dispongono di network gaming. Network Gaming che rimane ancora gratuito su PS3 e Wii. Sempre nel pay per play troviamo poi i già succitati giochi retro svenduti a pochi euro ma rimasterizzati in HD, vedi i vari Metal Slug, Castelvania, Super Mario 64, Wipeout e molti altri. Insomma, un sistema ripreso paro paro dalla TV digitale. Quello che manca davvero alle console è invero un MMORPG o MMO del calibro di World of Warcraft o Guild Wars, quei tanto amati mondi persistenti ove ci si incontra con altri player anche solo per scambiare due chiacchiere e non necessariamente per giocare. A quando un valido MMO per console? Anche in questo caso le cose sembrano girare per il verso giusto, basti vedere il progetto Playstation Home per PS3 che fa il verso a Second Life o il videogioco di Funcom sviluppato oltre che su PC anche su 360 noto come Age of Conan. I mondi persistenti (o meta-mondi) insomma stanno per invadere anche il mercato delle console. Sempre su console, grazie ad Epic, è nata la moda con Unreal Tournament III dell' User Generated Content, ovvero paccheti quali mappe, armi, personaggi realizzati, sempre mediante tool ufficiale, da semplici videogiocatori. Ecco quindi piovere mod, livelli, skins ecc. anche su console (Microsoft è ancora restia nei confronti dei mod tool...). Su PC, inutile dirlo, sono anni che piovono contenuti sviluppati da "fanatici" anche di qualità eccellente. Sempre su PC da diversi mesi sta ottenendo notevole successo la Micro-transazione, ovvero comprare con denaro vero oggetti o utensili virtuali da utilizzare in determinati videogame. In Cina ci è scappato anche il morto (vero) per via di una compra-vendita di una spada su di un noto MMORPG. Ma l'aspetto che potrebbe cambiare è assai interessante, come già il producer Nexon sembra voler attuare: il gruppo coreano sembra intenzionato a rilasciare un gioco di ruolo online completamente gratuito, ove sarà possibile però acquistare armamenti, nuove armature e skills a pagamento. Chissà cosa ne uscirà fuori. Chiude la carrellata dei nuovi elementi presenti (e futuri) dei videogiochi l'In-Game Advertising. Si tratta della pubblicità più o meno presente in diversi titoli che saranno, più avanti, l'introito maggiore per le software house. Attualmente la presenza di pubblicità nei videogiochi ricade in qualche marchio esposto quà e là, ma in futuro potremo trovarci davanti a interi spot prima di iniziare a videogiocare.

Questo è in altre parole l'attuale quadro videoludica, circa nuovi elementi di marketing e di distribuzione. Una panoramica realistica che molto lentamente sta prendendo piede e che magari, anche solo qualche mese fa, sembrava impossibile. Queste trasformazioni sono state rese possibili solamente attraverso la rete, veicolo di comunicazione adottato anche dalle attuali console e che solo con PS2 e Xbox si aveva avuto una qualche conferma di interesse. Con PS3, 360 e Wii le cose hanno avuto una precisa direzione e l'online sembra ormai entrato di diritto come principale via di divertimento, distribuzione, novità anche in ambito console. Su PC tutto questo lo si conosce già da tempo, ma in modo più "anarchico" e meno pilotato. Rimane il fatto che tutti i sistemi (portatili compresi, vedere PSP e DS) sono romai strettamente legati al broadband e di cui nessuno ne può più fare a meno. E noi di CW, qualche editoriale fa, lo avevamo ampiamente previsto. Che sia un bene o un male non ci è dato di saperlo, ma viste l'esperienza ludiche sempre crescenti e il divertimento che scaturisce dal gioco in rete propendiamo più per la prima ipotesi. Ancora una volta, ben arrivati nell'era digitale.
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