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Vecchio 20th October 2007, 00:13
L'avatar di Leonhearth87
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Leonhearth87 è su una strada distinta
Folklore

Allora amici, che ne pensate?? Io l'ho comprato 5 giorni fa, e nn mi riesco a scollare dallo schermo!! Davvero bello, lo consiglio a tutti!! <Posto una rensione:
La camaleontica avventura di Game Republic, conosciuta inizialmente con il titolo “Unknown Realms”, ed ora chiamata Folks Soul per l’oriente e Folklore per l’occidente, ha finalmente raggiunto gli scaffali nipponici. Amante da sempre di questo genere, il vostro ispettore l’ha comprata al volo per farci una recensione. Saprete bene che in Giappone i nuovi giochi per PS3 escono col contagocce, e i pochi prodotti che escono riescono raramente a vendere bene. Chiudendo un occhio sui risultati di vendita che sembrano essere tutt’altro che positivi nel paese del sol levante, concentriamo invece tutta la nostra attenzione sull’ultima opera firmata Game Republic la quale, vi diciamo fin da subito, è un action adventure davvero ben realizzato.
Cominciamo con le notizie negative: va bene che per godersi appieno la grafica PS3 sia necessario possedere un televisore ad alta definizione, ma adattare male la schermata di gioco al formato a 4:3 non può che essere un aspetto negativo di questo prodotto. I personaggi di Folklore, infatti, appaiono eccessivamente magri e alti su un televisore tradizionale; inoltre, radar e indicatori d’energia arrivano a occupare una porzione eccessiva della parte superiore dello schermo. All’inizio si subisce un certo shock, ma quando ci si fa l’abitudine si riesce ad avanzare tranquillamente nel gioco senza problemi a livello di gameplay.
L’obiettivo principale di Folklore consiste nel visitare sette mondi fantastici catturando le creature “Folk” per ottenere validi compagni e affrontare le complesse battaglie contro i boss. Se la fase avventurosa, ambientata nel villaggio di Lemrick, è appena abbozzata e non del tutto soddisfacente, la parte action è la vera protagonista di un titolo che chiede anche molto ragionamento al giocatore. Si inizia il gioco con due creature che offrono a Keats e a Ellen le capacità di effettuare l’attacco semplice e la difesa, mentre man mano che si procede nei livelli, si ha la possibilità di catturare fino a un centinaio di Folk dotati di magie specifiche che possono fare la differenza nelle situazioni più complesse del gioco. Il fulcro del divertimento di Folklore sta proprio nella fase di cattura delle creature la quale sfrutta appieno i sensori del Sixaxis. Quando si attacca il nemico con la magia giusta (perché in Folklore contano le appartenenze magiche, proprio come in un GdR) compare su di esso il suo spirito color azzurro. Una volta subiti un tot di danni, l’avversario perderà temporaneamente i sensi facendo fuoriuscire la sua anima color rosa: questo è il momento giusto per premere il tasto dorsale e risucchiare il Folk.
Ogni creatura richiede un movimento specifico del controller per essere assorbita, mentre per acchiappare i mostri di dimensioni piccole basta alzare velocemente il Sixaxis come se si stesse tirando una canna nel tentativo di prendere un pesce. Eseguire quest’azione, che si ripete centinaia di volte nel corso dell’intera avventura, non stanca mai e riesce sempre a dare una certa soddisfazione all’utente. Parlando della fase di cattura, non bisogna dimenticarsi di un altro punto di forza dei questo Folklore. Assorbendo le anime di mostri, si ricevono preziosi punti d’esperienza che innalzano il rango del protagonista e potenziano le creature a propria disposizione. Aprendo il menu si potranno analizzare le schede dei Folk catturati, all’interno delle quali vengono elencate le condizioni necessarie per far apprendere ulteriori capacità ai vari mostriciattoli. Soddisfacendo le condizioni più semplici, come per esempio l’annientamento di un tot di mostri dello stesso tipo, si può ricevere in premio una “chain” di attacchi più lunga oppure un allargamento del raggio di azione degli incantesimi.
Per sbloccare i poteri più devastanti, tuttavia, bisognerà collezionare e consumare delle pietre speciali nascoste qua e là negli stage in punti spesso impossibili da raggiungere nelle fasi iniziali dell’avventura. Questo significa che per completare il gioco con tutti i mostri e le magie sbloccate, sarà fondamentale tornare nei livelli precedenti per aprire nuovi passaggi utilizzando le capacità dei Folk catturati nelle fasi finali dell’avventura. Questa caratteristica avvicina Folklore alla tipica impostazione dei GdR dove, giunti davanti alla stanza del boss finale, si fa volontariamente un passo indietro per tornare alle vecchie locazioni e recuperare tutti i “tesori” che potenziano a dismisura il gruppo di eroi.
E proprio a proposito di boss, i mostri di fine livello di Folklore sono un autentico spettacolo, non solo per gli occhi, ma anche per il cervello. Scordatevi di premere ripetutamente un tasto per annientare i colossali boss di questo gioco: occorre infatti seguire una ben precisa strategia usando i poteri di determinati Folk e mirando a specifiche parti del corpo dell’avversario. Ragionandoci sopra il giocatore astuto riuscirà comunque a trovare la soluzione, per tutti gli altri ci sono gli indizi offerti da una sorta di libro di favole da ricostruire, collezionando le pagine nascoste all’interno dei cristalli disseminati nei sette mondi. Un’idea molto interessante quella dei libri, ma c’è da dire che le illustrazioni non sono sempre semplici da decifrare, e risultano spesso (intenzionalmente?) confusionarie e disordinate.
L’altro elemento interessante dei duelli contro i boss è che la strategia per sconfiggerli cambia a seconda del personaggio utilizzato, evitando quindi un senso di deja-vu per chi avesse già portato a termine il mondo in questione con l’altro protagonista. All’inizio di ogni capitolo del gioco, infatti, viene richiesta all’utente la selezione del personaggio da controllare tra Ellen e Keats, e per portare a termine l’avventura bisognerà arrivare con entrambi gli eroi alla parte conclusiva delle vicende. Questa caratteristica di Folklore può venire erroneamente interpretata come un difetto: ad un’analisi approfondita, tuttavia, tale aspetto rappresenta piuttosto un punto di forza del prodotto, perché le creature catturabili nei sette mondi cambiano quasi interamente a seconda del personaggio, così come la strategia per sconfiggere e assorbire le anime dei vari Folk. Tirando le somme, quindi, la lista di pregi supera ampiamente quella dei difetti di quest’ultima produzione griffata Game Republic. I sette mondi del gioco sono visivamente straordinari ed estremamente curati sia in termini di effetti speciali che di animazioni delle creature. Il motore fisico scelto dal team per gestire le interazioni tra oggetti e personaggi è il celebre “Havoc”, che si dimostra un validissimo “middleware” anche su PlayStation 3. A livello di character design i mostri convincono senza riserve, mentre la protagonista femminile, confrontata al particolare Keats, ha un viso un po’ troppo comune per essere ricordato.
Ultime note dolenti: le scritte delle sequenze narrative, inserite all’interno di fumetti, sono davvero troppo piccole e si fa fatica a leggerle: il problema viene accentuato dalla mancanza delle voci in queste fasi, voci invece presenti negli sporadici filmati poligonali che fanno uso di un doppiaggio inglese davvero poco ispirato. Siamo giunti alle conclusioni: Folklore, il secondo gioco per PS3 dei programmatori di Genji, è un action-adventure coinvolgente dall’inizio alla fine, con ambientazioni affascinanti e una storia che, seppur ben sceneggiata, ha anche qualche perdita di ritmo e più di un dialogo ridondante. La longevità si attesta sulla media per questo genere di giochi: la dozzina di ore è assicurata per portare a termine le storie dei due personaggi, e al contatore si va ad aggiungere almeno un’altra decina di ore per completare le numerose sub-quest (molte scaricabili dal PlayStation Store gratuitamente) e potenziare al massimo tutte le creature presenti nel gioco. Se prediligete l’azione fate pure vostro il gioco di Game Republic (aspettando ovviamente l’edizione occidentale, se invece preferite l’elemento investigativo, allora la sezione adventure di Folklore, fin troppo superficiale, non potrà mai soddisfarvi perché svolge la funzione di semplice cornice a tutto il resto. Un “resto” che è decisamente corposo ed è pure realizzato in modo eccezionale. Per questo “resto”, infatti, Folklore ci piace.


Il secondo titolo di Game Republic per PS3 si è rivelato più che buono. Ottimo uso del Sixaxis e tante creature da catturare in un action game davvero originale.
Voto finale: 8,5
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