Che la Playstation 3 costituisca per molti un sogno (magari da realizzare a Natale) non è certo una novità; quello che stupisce è trovare la console di casa Sony nella lista "must-have" di diversi hackers e crackers, ma non come oggetto di studio e attacco quanto piuttosto come strumento di lavoro.
Secondo un'indagine condotta da una società neozelandese specializzata in sicurezza informatica, il potente processore Cell che equipaggia la PS3 ha rivoluzionato anche usi e costumi dei pirati del web. La nuova architettura multi-core permetterebbe infatti di crackare sistemi protetti da password ad una velocità cento volte superiore rispetto a quanto avvenga con sistemi basati su hardware Intel.
Se da un lato questa notizia costituisce l'ennesima testimonianza a favore della potenza del Cell e della Play3, dall'altra desta non poche preoccupazioni per gli addetti ai lavori, come afferma Nick Breese di Security-Assessment.com: "Improvvisamente abbiamo riscontrato un massiccio incremento di violazioni di password e sistemi di crittografia. Se un tempo crackare un sistema di autenticazione basato su una password di otto caratteri era lavoro di settimane ora l'attesa è di un paio di giorni."
New Zealand-based security researcher Nick Breese claims to have used the year-old gaming console to crack passwords at speeds 100 times greater than Intel hardware is capable of.
Breese, a security consultant with Security-Assessment.com, presented his findings to the Kiwicon hacker conference in Wellington, New Zealand.
Citazione:
|
"Suddenly we have a massive increase in terms of . . . cryptography cracking," he told Next. "Eight-character 'strong' passwords can be broken in a couple of days whereas before it would take weeks."
|