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J. Allard e Will Wright della Entertainment Gathering, si sono trovati concordi nell'affermare che i videogiochi del futuro sono nelle mani dei giocatori e non degli sviluppatori.
Difatti per loro il gioco è un medium attraverso il quale il giocatore può controllare sia il protagonista, sia essere il fautore del gioco stesso: si deve ricondurre l'idea alla base del ludo al modello wikipedia, assumerlo come una sorta di open-source. Da un esperimento condotto sembra di fatto che i giovani mostrino maggiore entusiasmo nella creazione del personaggio piuttosto che nei confronti del gioco stesso. Il prossimo videogioco (che uscirà per PC e per X360) di Wright, Spore, verterà sulla costruzione di una forma di vita, sul controllo dell'evoluzione della stessa da cellula ad entità autosufficiente. Per fare ciò Wright ha utilizzato un motore fisico e modelli di comportamento, che consentiranno la creazione di personaggi talmente complessi e dettagliati da sembrare usciti direttamente dagli studi della Pixar. In Spore ogni creatura potrà anche vivere "on-line": si potranno visitare nuovi mondi e, tra una passeggiata e l'altra, conoscere altri utenti. |